Spreco al “Cubo”: tre milioni di euro per un progetto che non convince

Il Comune di Leinì ha acquistato il Cubo, l’ex centro servizi destinato a ospitare la SUISM costruito all’interno della Cittadella dello Sport: un’operazione da 2,85 milioni di euro (più oneri). Una cifra che quasi raddoppia considerando i costi di (necessaria) ristrutturazione, stimati in altri 2 milioni di euro.


L’Amministrazione ha parlato di “grande successo”. Eppure qualche dubbio ci resta.
Un po’ di storia: anno 2014, Giunta Leone appena insediata, sei milioni di euro l’importo che sarebbe dovuto uscire dalle casse comunali, secondo la richiesta della REAM, per sanare il contenzioso tra Leinì e la finanziaria torinese. Mantenendo la destinazione d’uso (SUISM), la finanziaria avrebbe dovuto tenere l’edificio per circa venti anni. Così non è avvenuto: in seguito allo scioglimento per mafia del Comune, avvenuto nel 2012, i commissari hanno deciso di non concedere più gratuitamente il Cubo, causando così la fuga della SUISM e permettendo alla REAM di esercitare un diritto sancito da una clausola inserita dall’Amministrazione Coral che prevedeva l’impossibilità da parte del Comune di sottrarsi all’acquisto. La REAM aveva pertanto chiesto alla multiservizi Provana di acquistare lo stabile, ma, con quest’ultima in liquidazione, a rischio fallimento e impossibilitata a procedere all’acquisto, la grana è quindi passata nelle mani del Comune e del Sindaco Gabriella Leone
Questo accadeva più di quattro anni fa. Ora, l’Amministrazione ha transato per una somma decisamente inferiore all’importo originario della causa, e l’ha annunciato trionfalmente. Tripudio e fuochi artificiali, dunque? Prima, proviamo ad analizzare meglio la questione emergono alcuni dati:
– Un unico soggetto ha effettuato una perizia, stabilendo un valore di 4.400.000 Euro.
– La destinazione d’uso è sconosciuta, si parla di spostare le scuole medie, a detta dell’Amministrazione a rischio sismico mentre varie perizie affermano invece che il rischio sussista per le elementari; questa soluzione sarebbe, tra l’altro, avversata da molte famiglie anche per i disagi logistici che provocherebbe.
– L’Amministrazione non ha accantonato soldi per il contenzioso, sono stati reperiti fondi unicamente grazie allo sblocco degli avanzi di bilancio.
– La Giunta ha tenuto le opposizioni all’oscuro delle trattative, comunicando il piano solo quattro giorni prima del Consiglio.
Quella portata avanti dall’Amministrazione è davvero “la migliore delle operazioni possibili”? Questi soldi sono stati davvero impiegati “nel migliore dei modi possibili?” (Ricordiamo che REAM ha voluto chiudere il contenzioso entro il 31/12.)
Urge chiarezza. Non la stiamo ottenendo. La pretenderemo.
E, soprattutto, cercheremo di proporre una, o più, destinazioni d’uso, congrue all’immobile, da condividere con tutta la cittadinanza, e che permettano ai leinicesi di usufruire della struttura nel modo migliore, a fronte di proposte dell’Amministrazione che ci paiono decisamente fuori “target” ma che rischiano di far lievitare paurosamente i costi. Questi, ricordiamolo ancora una volta, a carico dei leinicesi.

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